La sopravvivenza dell’uomo nelle società civilizzate è andata progressivamente aumentando negli ultimi cento anni, coincidendo con le conquiste in campo tecnologico della rivoluzione industriale che hanno permesso di rendere più agevoli le condizioni e quindi la durata della vita.
Ad esempio, l’utilizzo degli antibiotici e le vaccinazioni di massa hanno contribuito ad alzare l’età media della vita, permettendo di combattere e addirittura di eliminare malattie che fino alla fine dell’ottocento erano letali.
Ma la maggiore sopravvivenza ha comportato l’evidenziarsi di malattie prima quasi sconosciute (proprio perché si moriva prima che queste comparissero) e di malattie degenerative (si pensi alla banale artrosi e alla aterosclerosi) che ora accompagnano l’essere umano nel corso della sua vita più duratura.
Come conseguenza di questi dati di fatto si è quindi verificata una maggiore spesa sanitaria, giustificata dalla necessità di curare un maggior numero di ammalati per forme svariate di patologie, anche croniche e quindi più prolungate nel tempo.
E’ così venuto concependosi un differente approccio alla medicina tradizionale, secondo il quale è meglio prevenire, laddove possibile, piuttosto che curare, per risparmiare risorse economiche da impiegare in iniziative volte a migliorare la qualità della vita.
Si è pertanto cominciato a parlare di check up (in inglese significa genericamente “controllo”), che nel gergo sanitario indica un complesso di indagini eseguite per valutare le condizioni di salute di un individuo, sia in assenza di evidente malattia e quindi a scopo preventivo, sia in un soggetto malato, per avere informazioni sul decorso della malattia.
Basato sull’esame clinico corredato da una serie più o meno ampia di indagini di laboratorio e strumentali, il check up fornisce dati tra loro integrati su eventuali alterazioni strutturali e/o funzionali dei diversi organi ed apparati: serve quindi per la diagnosi precoce e, di conseguenza, per mettere in atto tempestivamente interventi e cure che evitino l’insorgenza di una malattia o, se questa è già in essere, ne blocchino o ritardino l’avanzamento e/o l’aggravamento.
L’utilizzo corretto di tale strumento ha permesso di ottenere risultati evidenti : si pensi ad esempio alla minore incidenza dei tumori dell’apparato genitale femminile e della mammella conseguenti alle campagne capillari di prevenzione mediante il pap test e la mammografia, e alla riduzione della mortalità per emorragia cerebrale, conseguente alla misurazione periodica della pressione arteriosa.
Il concetto di salute, però, definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come “benessere bio-psico-sociale”, deve tenere conto dell’interezza del soggetto, il che in pratica significa non poter prescindere dall’ambito sociale nel quale viviamo.
Oltre all’ambiente, inteso come “natura”, occorre allora rivolgere l’attenzione al mondo del lavoro, ambito nel quale viene impiegata la maggior parte del nostro tempo.
Il Decreto Legislativo 81/2008, che ha modificato e integrato il ben più noto Decreto Legislativo 626/1994 in tema di promozione della salute dei lavoratori, ha dato un ulteriore impulso al concetto di prevenzione globale, incaricando il Medico del Lavoro di promuovere tutte le iniziative volte alla valutazione e alla prevenzione dalle malattie, oltre ai rischi strettamente connessi alla mansione lavorativa.
Ne consegue che il concetto di check up sanitario non può prescindere dall’ambiente e dalla mansione lavorativi, in quanto alcuni sintomi, se non addirittura alcune malattie, possono trovare origine proprio nell’ambito lavorativo.
E’ allora consequenziale che perseguire il “benessere” dell’essere umano sulla base di queste premesse comporta da un lato una migliore condizione di vita, il più possibile scevra da malattie, e dall’altro una riduzione della spesa sanitaria, in quanto ciò che viene speso per la prevenzione in tutti gli aspetti della vita viene risparmiato come minor spesa nella cura delle patologie: è un dato ormai consolidato in economia che costa senz’altro più curare che prevenire.
H San Raffaele Resnati, facendo propri questi principi, ha concepito check up integrati che tengono conto di tutti gli aspetti della vita, da quelli cosiddetti “privati” a quelli “aziendali”: ne deriva una serie di dati che fotografano la persona nella sua interezza, compresa la realtà lavorativa, permettendo al medico internista e al medico del lavoro di recepire dati sanitari fondamentali da tradurre in consigli e/o correzioni dello stile di vita.
Il Direttore Sanitario
Dr. Gabriele Pellicciotta
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